Legnano story - note personali
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Chiesa di Sant Ambrogio in Legnano
 
Anche per molti legnanesi questo monumento, che era quasi giunto alla completa rovina, resta oggi poco conosciuto. Forse la sua ubicazione nascosta accanto a altri molti ruderi, lo aveva fatto dimenticare. Eo tuttavia rappresenta uno dei centri piu' antichi di culto presenti in Legnano. Senza dubbio il piu' antico di fattura cristiana. Le origini di parte della forma attuale possono essere collocate nel tempo a fianco di quelle del palazzo e delle fortificazioni create in Legnano dall'architetto Leone da Perego attorno al 1520. Subito fuori dalle mura nella braida arcivescovile, al di la' di un grande fossato difensivo in cui era stata deviata l'Olona (roggia) nell'anno 1257 esisteva una piccola chiesa in cui lo stesso arcivescovo Leone era stato sepolto di nascosto e "viliter", in quanto  suoi nemici politici di Milano lo avevano fatto cadere in disgrazia agli occhi del popolo. La piccola costruzione era talmente povera e dimenticata che si dovette giungere all'epoca di San Carlo Borromeo ed alle sue grandi riforme prima che i legnanesi degnassero ancora di attenzione l'edificio. Durante i recenti lavori di restauro si e' avuto modo di scoprire le fondazioni di questo piccolo edificio antico, e con estrema emozione si e' assistito al rinvenimento di una struttura absidale in curva, edificata con i soli ciotoli bianchi del greto dell'Olona.
Questa abside era ridotta ad est e anche i resti dei legnanesi antichi ivi sepolti rispettavano tale giacitura, ad indicare un'usanza altomedioevale. Tuttavia, con grande sorpresa e grazie al lavoro della dott.ssa Cazorzi collaboratrice alla soprintendente dott. Ceresa, ancor a un livello piu' basso e' stata rinvenuta un'ansa di vaso che per fattura e' ascivibile alla fine del V secolo. Questo fatto ci porta in assoluto alla piu' antica basilica di Legnano, di almeno 500 anni piu' vecchia della chiesa di San Salvatore e Magno. Anche le salme inumate a questo livello piu' antico hanno positura verso est, in diffornita' a quelle degli strati superiori che sono rivolte a sud, ad indicare come nel tempo varie usanze e riti si siano sovrapposti facendo mutare l'uso della chiesa stessa.Questa chiesa ci era sconosciuta in assoluto ed e' molto probabile che sia la stessa (poi ampliata a due navate) che venne riattata e poi riedificata all'epoca di San carlo Borromeo.
Il primo documento storico che la menziona come "San Ambrogio" e' un elenco del 1389 steso da Goffredo da Bussero. Nel medesimo elenco ma in data 1304 viene menzionata una chiesa dedicata a San Nazaro gia' scomparsa in quell'anno. Con buona probabilità si trattava di questo edificio, dismesso dopo la tragica fine di Leone da Perego ivi sepolto nel 1257. Le vere e proprie descrizioni del monumento arrivano molto piu' tardi e vanno ascritte alle visitazioni operate nel XVI secolo, sotto San Carlo Borromeo. La chiesina e' definita a due navate di cui una, la meridionale, e' aperta come un portico ed e' piu' alta della parte chiusa. Non e' coperta coi mattoni ma con travi di legno ed assi. Le pareti sono rustiche e non esiste porta. Anche l'altare manca della mensa. Il campanile molto alto si apre direttamente nella chiesina e sopra la porta d'ingresso un coro pensile in legno e' collegato con il porticato. Il pavimento rustico interno e' piu' alto del terreno del porticato a sud. Non esiste segrestia e tabernacolo. Solo una piccola nicchia nel muro del campanile pemrette di posare le specie quando viene celebrata una messa. Con San Carlo Borromeo, l'edificio viene adibito a scuola dei Disciplini, e con tale destinazione, si impongono delle modifiche alle strutture murarie che portano l'edificio ad assumere la forma attuale della prima meta' della navata verso la facciata. Durante i lavori di chiusura del porticato viene ritrovata la salma di Leone in un volto di muro grosso e dentro il tronco. Se qualcosa vale l'italiano, quel "volto" altro non era che la vecchissima abside del V secolo, lasciata lungo il muro della chiesina come reliquato e non piu' usata come sede dell'altare in quanto le nuove officiazioni  medievali avevano fatto apportare  all'abside e al coro della chiesa, ponendo la mensa ad ovest e la porta proprio ad est proprio dove doveva essere stato inumato Leone da Perego vicino alla porta.
In Legnano, nel 1580 la cultura estetica, era costantemente aggiornata dagli eredi di una unica famiglia dei pittori lombardi, i Lampugnani. Costoro erano dentro la cerchia culturale comprendente i nomi piu' importanti in Lombardia in campo artistico e contribuirono alle scelte per l'Impostazione del nuovo edificio. In seguito di persona l'affrescarono adornandolo anche di stupendi quadri ad olio ora restaurati con contributi generosamente offerti da Lions, Soroptimist, Collegio dei capitani del Palio, Famiglia Legnanese, Banca di Legnano. La nuova chiesa fu portataa compimento nell'anno 1613. Essendo la chiesa sede di una scuola di Disciplini, naturalmente doveva essere previsto un coro. Fu infatti reimpostato con maggior ampiezza e dignita' quello che in antico era sopra la porta.
Nel 1618 terminati tutti i lavori edili fu dato ordine di affrescare immediatamente la chiesa a Francesco e Giovan Battista Lampugnani.
Ed e' questo che fa della chiesa di San Ambrogio una vera e propria espressione di arte legnanese del seicento. I due fratelli legnanesi si dedicarono per la prima volta ed alle lunette dipingendoci una serie di putti festanti ancora oggi visibili tra la decorazione neo barocca di un intervento pittorico del 1930. Recenti assaggi hanno messo in mostra la decorazione seicentesca sotto la ridipintura del nostro secolo. Il problema del recupero totale o parziale di queste pitture sara' la prossima discussione con i Sopraintendenti. Altro capolavoro dipinto dai Lampugnani e' la pala dell'altare. Questo grande quadro a olio, ora posto in fondo alla parte settecentesca della chiesa, aveva sostituito l'antica pala dell'altare del XIII e XIV secolo menzionata nelle visitazioni di San carlo. Vi e' rappresentata una madonna con bambino attorniata da San Ambrogio, San Carlo Borroneo e San Francesco. Le figure, molto dolci nelle espressioni, sono inserite in una scenografia con colonnati e cornicioni a volte, che richiamano il gusto bramantesco delle prospettive di fondo interpretato pero' dalla caratteristica ricerca pittorica dei Lampugnani, che senpre mostrano nella composizione una compostezza leonardesca.
La chiesa nel 1700 risultava ancora una volta troppo angusta per il carico di lavoro che la scuola dei Disciplini doveva solgere. Si decise quindi di ampliarla ancora una volta demolendo l'antichissima parete dell'altare risalente a prima del 1257 e allungando tutta la fabbrica sia nella parte della navata che parte dall'antica sagrestia. La pala dei lampugnani venne spostata verso il fondo e circondata da una bella cornice e affresco a mano di Antonio Longoni, pittore che in Legnano opero' anche nella chiesa delle Grazie.
Il risanamento di questa parete e' patrocinato dal contributo della Cariplo che con la guida della Sopraintendenza ai monumenti ha voluto testimoniare la sua attenta partecipazione al salvataggio di antichi capolavori legnanesi. Attorno al 1957 la parte sud-ovest della scuola era stata murata fino agli archi, Con il restauro odierno si sono riaperte di tale ala e la chiesa la chiesa ha riacquistato l'antica sonorita' che aveva in parte perduta. Con la sistemazione appena terminata dai Mascioni dell'organo dei legnanesi Carrera, nel 1886, San Ambrogio riassume forma a livelli artistici elevatissimi in campo musicale. Grazie ai Lions Club e Manifattura di Legnano questo raro capolavoro di una antica cultura legnanese si e' salvato. Anche l'antico ingresso e il portico a fianco del campanile sono stati ripristinati. Essi ci danno l'immagine di quella che era la sistemazione alla fine del 1500  dell'ingresso del quale uscivano le processioni dei Disciplini. Per ultima cosa devono essere menzionati i lavori lunghi, costosi e delicati che ci hanno permesso di isolare dall'umidita' sia le coperture, che le fondazioni e i pavimenti della chiesa. Non vi sono presenti impianti in modo visibile di riscaldamento, semplicencemnte perche' gli stessi sono sotto i marmi del pavimento. L'assemblea dei fedeli o dei partecipanti alle manifestazioni culturali che qui si terranno avranno dal pavimento una sensazione di benessere dovuta all'irragiamento di calore dal basso senza rischio di alterare i dipinti delle volte che saranno restaurati. Anche questa serie di impegnativi lavori ha potuto essere eseguita grazie al notevole impegno ed al patrocinio della Cassa di Risparmo delle Provincie Lombarde. Nuovi impianti elettrici, di allarme, antiincendio, di diffusione sonora si affiancano alle opere lignee restaurate per fare splendere ancora la nostra bella chiesa nella quale ora sappiamo anche molte cose inedite, e che da buona, antica, vecchia signora ha seguito le vicende di Legnano per piu' di 1500 anni. Entrando in chiesa in fondo sulla sinistra si vedono sotto una superficie di vetro, i resti della piu' antica chiesa cristiana di Legnano. Osservate la laipde posta accanto. Li' sotto sono presenti i resti dei nostri avi da noi raccolti durante i restauri. Vi e' una frase scritta in bronzo. Riporta i versi di A. Bosso, 1518, incisi sull'architrave del campanile medioevale di San Magno. Recitano : "pabula vina ceres rivorum copiae templum multaque nobilitas Legnanum illustrant" Pensiamoli con affetto i nostri antenati, ci hanno, nel bene e nel male, trasmesso dai secoli passati, un saper vivere dignitoso ed una cultura dei quali godiamo i frutti di una civilta' preziosa. Qui li ritroviamo con una presenza che e' testimonianza di dedizione a Legnano e alla sua piu' antica chiesa.
Arch. MARCO TURRI
Presidente della Societa' Arte e Storia di Legnano.
 
 
 
 
 
 
Nel ricco panorama dell'arte organaria lombarda dell'Ottocento un posto di rilevante importanza e' occupato dalla bottega legnanese dei Carrera.
La bottega organaria venne fondata da Giovanni Maria Carrera (Canegrate 1753 - Legnano 1818), che apprese l'arte del fabbricar organi da Filippo e Antonio Tronci, famosi organari pistoiesi, e che dopo il 1790 trasferi' il suo laboratorio a Legnano
Gerolamo Carrera (Canegrate 1796 - Legnano 1863), erede e continuatore dell'arte dello zio Giovanni Maria, coadiuvato dai fratelli Giuseppe e Stefano, sara' colui che dara' gran lustro alla casa organaria facendola assurgere a un posto di primissimo piano.
Strumenti dei Carrera sono infatti presenti in varie chiese di Milano e della Lombardia, del Piemonte, della Liguria, dell'Emilia e anche nella cappella del vescovo di Santiago del Cile.
L'importanza e lì'eccezionale perizia dei nostri costruttori e' ampiamente testimoniata e documentata dai lusinghieri articoli apparsi sulle "gazzette" dell'epoca, da riconoscimenti e attestati di stima, nonche' dal contenuto degli atti di collaudo dei loro strumenti sottoscritti dalle personalita' musicali piu' in vista del momento.
I giudizi dei musicisti, compositori, organisti e concertisti di chiara fama quali padre Davide da Bergamo e Vincenzo Petrali, convergevano infatti nell'esaltare l'estetica sonora degli organi Carrera, la solidita' dell'impianto, l'accurata lavorazione del canneggio, la celta dei materiali e soprattutto la loro incontrastata superiorita' nei cosiddeti "registri di concerto".
L'attivita' costruttiva dei fratelli Carrera continuera' e si concludera' con Antonio De Simoni-Carrera (Cerano 1826 - Legnano 1896), nipote , allievo ed erede dei celebri zii legnanesi.
A Legnano sono presenti ben quattro organi documentati dei Carrera: in S.Magno, nella chiesa del Redentore (in origine lo strumento fu pero' costruito per la chiesa della Purificazione), nel Santuario delle Grazie a S.Ambrogio.
Per quest'ultima chiesa , la piu' antica di Legnano, la Fabbriceria di S.Magno, nel 1886, volle affidare al De Simoni-Carrera i lavori di un nuovo organo.
E' questo uno degli ultimi strumenti usciti dalla famosa casa legnanese e per la sua costruzione il De Simoni-Carrera volle impiegare anche del materiale fonico derivato e salvato da organi piu' antichi, ormai demoliti, che costudiva gelosamente nella sua fabbrica.
Nel corso dell'attuale restauro, infatti, nell'organo di S.Ambrogio e' stato rivenuto un nucleo di canne cinquecentesche, probabilmente di scuola antegnatiana, oltre a un altro nucleo di canne di scuola biroldiana.
Tutto questo sta a testimoniare con quale alto senso di rispetto e con quanta considerazione il nostro artefice sapeva salvaguardare cio' che di piu' nobile e pregievole era appartenuto a strumenti di alto lignaggio, lamentevolmente estinti, facendolo rivivere nel nuovo strumento che andava predisponendo.
L'organo venne ultimato nel corso del 1886 e il 22 agosto dello stesso anno fu inaugurato dal famoso organista e compositore milanese Carlo Fumagalli che il 26 agosto redasse anche l'atto di collaudo. Di Carlo Fumagalli, autore tra l'altro di un metodo teorico-pratico per il pianoforte e di molta musica da chiesa, ricorderemo la presenza in S.Ambrogio con due sue composizioni durante il concerto inaugurale del restauro.
Lo strumento riveste una particolare importanza poiche' e' l'unico uscito dalla fabbrica legnanese che si sia conservato inalterato nel tempo, senza aver subito modifiche o manomissioni succesive.
Si tratta di uno strumento di ottima fattura tecnica e di squsita fattura fonica con i peculiari e ben noti requisiti di eleganza, solidita' e personalita'.
Accanto a un tipico "ripieno" Carrera, dall'intonazione classica e di sapore settecentesco, spiccano i "registri di concerto": trombe, tromboni, corno ingese, violoncello, voce umana, flauti, ottavino, la cui robustezza va di pari passo con la dolcezza e la pastosita', dolcezza che raggiunge il suo apice nella delicata sonorita' dei violini e degli altri registri violeggianti di cui, a buon titolo, i Carrera si ritenevano insuperabili. Alla "consolle" di quest'organo prestigioso, per le esigenze di culto, si sono succeduti nell'arco di un settantennio i maestri Beniamino Proverbio ed Eugenio Bonacina, valenti organisti legnanesi che con la loro arte hanno dato modo ai nostri avi e ad alcuni di noi di conoscere, gustare e apprezzare le ineguagliabili sonorita' dell'organo di Antonio De Simoni-Carrera.
All'inizio degli anni Sessanta del nostro secolo l'organo si trovava purtroppo in uno stato di precarieta' e abbandono. La succesiva chiusura al culto della chiesa di S.Ambrogio fini' per ridurre lo storico strumento a una muta, ruggine e polverosa suppellettile.
Per circa un ventennio si e' cercato inutilmente di sensibilizzare le autorita' locali affinche' si facessero carico, seppur parzialmente, del restauro dell'organo che, ancorche' proprieta' della chiesa, costituisce per altro un patrimonio storico e artistico dell'intera citta'.
Si dovette gingere al luglio del 1990 per intraprendere per intraprendere i necessari e urgenti restauri di cui l'organo abbisognava. Grazie a un'encomiabile sensibilita' culturale e a una generosa sponsorizzazione, il Lyons Club Legnano Host e la Manifattura di Legnano misero in grado mons.Giuseppe Cantu' di affidare i lavori di restauro alla famosa casa Mascioni di Cuvio, indicata dal sottoscritto come una tra le piu' valide e idonee allo scopo.
L'organo, completamente smontato, fu trasportato nel laboratorio di Cuvio dove, sotto la direzione di Enrico Mascioni, si e' provveduto alla pulizia generale di tutte le sue componenti, alla sostituzione delle pelli del somiere e del mantice, alla sostituzione delle molle delle valvole, alla revisione delle canne e della meccanica, all'intonazione e alla riaccordatura di tutto il materiale fonico oltre all'applicazione di un moderno elettroventilatore.
Con questo competente e sapiente restauro l'organo di S.Ambrogio e' tornato al suo originario splendore, nuovamente in grado di spiegare nella navata del tempio le molteplici sonorita' che scaturiscono dai suoi raffinati registri.
E' un patrimonio artistico voluto e lasciatoci in eredita' dai nostri avi che noi abbiamo il dovere di conservare e salvaguardare per noi stessi e per le future generazioni.
In qualita' di musicista e come persona sensibile ai valori della cultura e alle bellezze dell'arte non posso che plaudire a questo felice evento manifestando il piu' ampio senso di stima e di considerazione a tutti coloro che hanno desiderato e' reso possibile questo restauro, grazie al quale i legnanesi riacquistano un'autentica opera d'arte.
Mi si permetta inoltre di auspiciare che il restauro dell'organo di S.Ambrogio possa rappresentare il punto di partenza per il successivo recupero degli altri strumenti Carrera, presenti in citta', che costituiscono un incommensurabile patrimonio diarte e di storia di cui Legnano potrebbe un giorno sentirsi giustamente orgogliosa.
 
CARLO STELLA
 
 
 
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